Turning spaces into places

TREND E TENDENZE A MAISON&OBJECT 2016/2017 SECONDO NOI: BIANCO ADDIO, STILE WUNDERKAMMER, SCULTURE ETNICHE, LINEE MORBIDE E VOGLIA DI COCCOLE.

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Negli scorsi giorni siamo andati a Parigi, alla fiera Maison&Object che raccoglie un po’ tutto quanto riguarda arredamento, complementi e accessori, tavola e tessile ed è un ottimo luogo per farsi un’idea della direzione che sta prendendo lo stile… non quello del grande ( e a volte poco accessibile) design di alta qualità, ma quello proposto da riviste e negozi.

Premesso che quando si va a una fiera così grande e piena di cose diverse:

A. non si riesce a registrare tutto con lucidità, dopo qualche ora va un po’ tutto insieme

B. l’occhio vede un po’ quel che vuole vedere, quindi ogni resoconto è soggettivo

Proviamo comunque a raccontarvi le tendenze che abbiamo riscontrato noi, pensando possano essere un ottimo spunto per qualche cambiamento in casa o per nuovi progetto di arredo.

  1. La fiera a ogni sua edizione propone una sua lettura delle tendenze riassunta in un breve video; quest’anno il trend messo in risalto è House of Games, il gioco.
    Un solo tema per sintetizzare una fiera così ampia è sempre una forzatura, ciò che ho potuto riscontrare forse è il desiderio che la casa, ma anche gli alberghi, ritrovino una dimensione di intimità che dà piacere e siano luoghi del fascino e dell’inaspettato.

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  1. Dopo anni di caduta libera, l’etnico si ripropone felicemente, non tanto con il mobilio, ma piuttosto come accento, con sculture in legno e oggetti importanti appesi alle pareti: il legno è padrone assoluto. Abbiamo visto anche altro di interessante provenire da paesi lontani: piccolo mobilio made in Sud Africa di gusto contemporaneo e allegro e tante strutture per lampadari di effetto, in fibre naturali.

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3. Si afferma l’attenzione ai dettagli, traendo a piene mani ispirazione dai Cabinets of curiosity o Wunderkammer: è un exploit di vetrine appese alle pareti e tavoli ricolmi di coralli e cristalli, gusci di tartaruga e vecchi occhiali, sfere di cristallo e clessidre, ma attenzione: in alcuni stand praticamente nulla di ciò che si vede è originale, nemmeno la raccolta di colletti di camicie dei primi ‘900 o i vecchi specchi consunti!

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4. Ottima notizia:  le riproduzioni che copiano (malamente) linee e stili del modernariato sono quasi scomparse ad eccezione delle lampade, ma l’ispirazione retró è ancora viva e vegeta, nella sua versione più raffinata. Questo per noi significa che chi ama il vintage cercherà pezzi originali e si porterà a casa qualcosa di valore e con una storia.

Anche lo stile industriale, tutto ferro, colori sgargianti e legno grezzo sembra un po’ sul viale del tramonto, anche se solidi e più curati tavoli in metallo e legno godono ancora di ottima salute.

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5. Torna la pelliccia? Abbiamo visto comparire scarpe/pantofole in pelo per questo inverno, ed ecco che troviamo pelo – o effetto pelo- prezioso, come il visone anche negli arredi… Addirittura come paralume, o per rivestire sedute da chalet… C’è da dire che l’effetto caldo e accogliente della casa chic di campagna/montagna sembra essere un trend di per sé in fiera… l’idea più originale? panche e pouf con ripieno in fieno e dettagli in cuoio, rigorosamente da interni.

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M&O_ 2016_duwel_Mobilitare_fieno

Maison&Object non è una fiera dell’innovazione, piuttosto della produzione.

Però è chiara una tendenza generale: il forte desiderio di ispirarsi alla natura, di lavorare sulle forme organiche per creare ambienti curati, utilizzando colori e materiali caldi e diversificati e linee morbide.

Grande attenzione alle pareti (con rivestimenti, carte da parati e oggetti inusuali appesi) e minimalismo mediato da elementi, materiali o colori inattesi.

M&O_2016_stile-brucs

M&O_Laboratorio_imperfetto

Ora che ci penso… dai mobili era praticamente assente il bianco: Shabby chic adieu, bentornato buon gusto!

Inifine, una nota sull’artigianato: una sezione (molto centrale e frequentata) della fiera è espressamente dedicata a presentare pezzi unici e piccole produzioni, che saranno ospitate anche sa un concept store nel centro di Parigi. È mai possibile che noi italiani non riusciamo a valorizzare allo stesso modo il tesoro che abbiamo?

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